Ultima partitura

Avanzo solitario
ultima volta
nei vuoti dello spazio
come ombra
tra orizzonti paralleli
m’immedesimo
con le cose che mi lascio dietro
amo ancora
appena nato
sentirmi già morire
adesso che
con occhi muti
grido parole al vento
e impugno sprezzante
il primato di chi
non ha mai confessato
almeno voi però, abbiate premura
serbate il mio simulacro
come effigie preziosa
nel sacrario delle vite riconoscibili
e se non potete dimenticare
lasciate almeno che il vento
con un lieve refolo di indulgenza
porti via con sé
ciò che siamo stati gli uni per gli altri
ma ancora una parola
e vedrete, mi odierò,
me ne andrò
maledicendomi
col ricordo ingombrante
che mi seguirà ovunque io vada
perché al di fuori del ricordo
non c'è cicatrice
che possa garantire consolazione
non esiste rammarico
che possa offrire tregua

questa eterna arcadia dell’effimero, dove siam tutti impegnati a cercare l’approvazione
e il riconoscimento dei nostri simili
Versi tratti da: Demo Keller | Disappunti. La scomparsa del genere umano | 2026 Nulla Die Edizioni